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LA SPORGENZA
Giorgia Orlando

Le costole sporgono dure e fredde come inferriate. Al centro della conca di ossa sporge l’utero insieme a tutti gli altri organi e se si potessero aspirare, succhiare, comprimere per diventare ancora più sporgente, spigolosa, affilata, non troveresti un motivo per non farlo. Che pensieri pericolosi fai. Hai allargato il tuo corpo con la compulsività del pasto che spingevi a forza contro uno stomaco nauseato. Che strana. Che strano non riuscire a guardarsi. Che strano non riuscire a guardarsi a dieci anni.

Poi, a vent’anni, hai ristretto il tuo corpo largo fino a lasciarne solo la repulsione, come per il ricordo di una cosa brutta. Rimpicciolirsi facendo attenzione, ossessiva, a non prosciugarti, per conservare il piacere di una sottigliezza curva in cui scoprirti bella. 

Cosa cerchi quando ti esponi nuda all’occhio del vetro, nelle tue lunghe sessioni di implacabile autogiudizio? Tenti di ritrovare la te che aveva dieci anni oppure vuoi accertarti che non ne sia rimasta neanche una cellula? Ti guardi come ti guarderebbe lui per il bisogno che hai di desiderarti e ti strofini nella consolazione di sentirti migliore da liquida. Per lui ti sei fatta piccola, rannicchiata, con la testa infilata nelle rughe della tua essenza fragile fino a diventare rossa e brutta. Con lui hai lasciato che ad esporsi fossero solo l’ironia delle tue gambe tese, il sarcasmo della tua pelle rigida, la freddezza della tua bravura calda. La fede nel rito delle sue dita affondate nei tuoi fianchi tondi, la fiducia nella tua schiena inarcata. Quanto era dolce l’illusione che bastasse sentire la sua preghiera di rifarlo, per non cercarsi più da qualche parte, nuda, nello specchio. Lasciare che fosse lui a cercare in  te quello che gli mancava e lasciare che lo prendesse. Contenta e depredata, ti rimettevi le scarpe convinta che, dopo, le dita in gola non le avresti ficcate più. Lui se n’è mai accorto? Non lo sai.

Sai, invece, che ti guardi, ti giudichi, ti angosci, ma ti dà piacere essere così come sei fatta. Il tatuaggio sul lato destro del costato e quello sulla spalla. La curva del culo, il seno gonfio. Le labbra invitanti, i capelli ricci così maliziosi.

Sei bellissima. Sei bellissima e quando godi lo sei ancora di più.

Lui te lo ha detto una volta.

Tu, te lo dici  sempre. Anche quando ti scaveresti con un cucchiaio.

Giorgia Orlando

Giorgia Orlando, classe 2000, vive a Ischia. Laureata in Lettere Moderne presso l’Università di Napoli Federico II, attualmente studia Filologia moderna presso lo stesso ateneo.

Mail: giorgiaorlando51@gmail.com 


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