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ACQUA FRIZZANTE
Federico Riccardo

Personalissima opinione, non è detto che dobbiate accoglierla per forza: tutti devono avere la libertà di parola. Siamo nel 2025, cazzo, non è che possiamo ancora censurare tutti e tutto. Tutti devono esprimere la loro opinione nel migliore dei modi. In assoluta libertà. Senza restrizione alcuna. È chiaro? Bene, ora che abbiamo dato per assodato questo. Oh, apro l’Ansa così per leggere due minchiate. Sto male da subito. Titolo, te lo leggo. Titolo: Stupro di gruppo a Trepalle. Fermati 5 ragazzi di 16 anni. La vittima ha denunciato. Ma siamo ancora qui, eh? 2025. Ancora a stuprare le donne. Leggo. ‘codio, ci ho i brividi ancora prima di leggere. Leggo: cinque ragazzi, tutti sedicenni, sono stati fermati dalle forze dell’ordine con l’accusa di aver compiuto uno stupro di gruppo. La vittima, una giovane ragazza di 15, Benedetta Scrolla, ha sporto denuncia e ha trovato il coraggio di raccontare l’accaduto. Le indagini sono in corso e la comunità si interroga su quanto successo. A quanto pare, la vittima è stata abusata in un magazzino appartenente al padre di uno dei ragazzi. Povera ragazza, povero padre. Anche il padre, davvero. 2025. Cosa può capitare di peggio? Vuoi un bicchiere d’acqua, forse ti aiuta. Ti vedo pallido. Barista, ci porti… scusa, ci porti un bicchiere d’acqua. Gas, per favore. Che marche avete gas? Norda? E va bene, Norda, va bene, boh. Povero padre, una famiglia sconvolta. Gliel’hanno massacrata, oh. Ad averla ammazzata forse era meglio. Va be scusa. Sì, non è il massimo come frase. Però capisci il senso, oh? Se gliela ammazzavano, a quest’ora il padre poteva vendicarsi. Invece qua, la ragazza sarà come minimo traumatizzata a vita. Oh, povera ragazza. Povera figlia. In 5 per stuprarla. In 5 nel 2025. Animali. Ecco l’acqua, sì, grazie. Mah… non capisco perché ci siano così poche bollicine. Non c’è più religione, oh. 2025: sempre meno bollicine. È la UE, questa. Questa è la UE, questa qua. Ci impone questa dittatura malata. Sono sicuro che è la UE. Ora chiedo a Chatty. Vediamo che ci dice. 

Fai una domanda: è vero o non è vero che l’unione europea sta riducendo il quantitativo di bollicine nelle nostre acque frizzanti?

Sto rispondendo: Non è vero: l’Unione Europea non ha approvato alcuna norma per ridurre o limitare il quantitativo di bollicine nelle acque frizzanti né nelle altre bevande gassate. Secondo i fact‑checker, circola uno screenshot contraffatto che attribuisce all’iniziativa “Fit for 55” (pacchetto europeo per il clima) l’intenzione di vietare l’anidride carbonica nelle bibite, ma non esiste nessuna proposta del genere e il documento ufficiale della Commissione non la menziona affatto.

Boh, vabbè, anche questa adesso si sta omologando. D’altronde a cosa serve, se no? A questo. In ogni caso: che animali. In 5. Roba da negri. E va be, dai, non fare quella faccia, su. Va che sono apertissimo anche io, cosa credi? Ma i negri fanno queste cose. Non è che lo dico io, eh. Lo dicono loro stessi. Lo dice la storia. E va be oh, sarò razzista allora. Vuoi che ti dica che sono razzista? Sono razzista. Però la questione non è che io sia razzista o meno. Siamo tutti razzisti. Sì, lo siamo. Se ti stuprano la figlia, lo diventi. Questi erano bianchi. Fossero stati negri, anche tu con la carabina come tutti, posizionati fuori da casa a fare lo sceriffo. Non credi? Povera ragazza. Allora qui si crea una piccola questione. Una piccola sottilissima questione. Bisogna prima o poi prendere in mano la situazione, non possiamo rimanere succubi delle cose che ci accadono. Una volta l’umanità non era mica così succube: creava opportunità di crescita, fagocitava l’interpretazione personale della vita, mi segui? La filosofia, la psicanalisi. Teorie nobilissime perché pochi eletti vi facevano parte. Oggi è tutto un casino. Tutto è alla portata di tutti. Anche la ragazza, in fondo, lo è stata. Si è pensato di poterla chiavare in scioltezza, come se fosse loro. Lo so che questo potrebbe non piacerti, ma hanno avuto la libertà di poterle entrare dentro la fica, magari con un dito, o tre o quattro. E poi col cazzo. Tutti, a turno. Magari non ha avuto modo di gridare da quanto contemporaneamente potesse avere la bocca impegnata. Questi ragazzetti guardano i porno sin da subito. Pensano che è roba facile. Ora, sapendo tutto questo, cosa faresti se fosse tua figlia? Il mondo è malato: la lasceresti uscire di casa? Ovvio, io non voglio fare il padre padrone. Allora direi: la lascerei uscire, certo, ma la seguirei a vista d’occhio. 50 metri dietro di lei c’è il suo papà. Appena qualcuno le si avvicina direi zac. Taglio della gola con conseguente rotolamento della testa sul marciapiede. Così lei può continuare a camminare tranquilla. Esagero? Occhio per occhio allora. Andiamogli a stuprare le madri a questi. Oh, mica lo faccio per divertirmi. Solo per fargli capire come ci si sente. Poi oh, magari la madre è pure gnocca. In quel caso non è nemmeno pesante. Le madri di oggi. 2025. Povera figlia. Acqua frizzante. 

Oppure si va da loro e gli si taglia direttamente il cazzo. Così, senza dire ne il Bì ne il Ba. Si taglia e siamo tutti felici. Non andranno mai più a disturbare nessuno, nemmeno i froci in prigione. A quelli piace essere inculati in doccia. Gli si taglia il cazzo, così gli rimane il culo. Per i froci in prigione. Fosse mia figlia. Non sarebbe proprio uscita forse, fosse mia figlia. È una cosa barbara? Eh lo so, ma almeno non rischia di essere stuprata. Come nei paesi islamici. Bravi loro. La donna: burqa. Non appena le vengono le mestruazioni, burqa. E tutti zitti. Se qualcuno protesta, zac taglio della mano oppure prigione. Coi froci. Hai qualcosa da ridire? No, dimmi. Ti escono delle lacrime, non stai bene? Hai un po’ di tosse… altra acqua? La ordino eh? Scusa, mi porti un altro bicchiere d’acqua? Magari gratis, stavolta. Che anche l’acqua ha un costo. Tutto bene? Boh ti vedo tutto rosso, oh. Ti ha dato fastidio qualcosa. Ah, ti ho dato fastidio io? Ma per cosa, scusa. Che ho fatto? Ah, quello che ho detto. Vabbe ma scherzavo. No aspetta, non avrai preso tutto sul serio. Ma no, lo dico per dire. Ma sì, scherzavo. Non si può più scherzare? Eh oh, io scherzo così. Cos’è sta dittatura del… No no, ma guarda che scherzavo oh. Mica ce l’ho una figlia, dai. Veramente, non c’è problema. Non c’è pericolo. Anzi, scusa. Scusa cosa? No, vabbè. Così per dire. Ho detto queste cose così per dire. Scherzavo, te l’ho già detto. Non si può più scherzare. Ecco, è arrivata l’acqua frizzante. Mah, sempre meno bollicine. 

Federico Riccardo

Federico Riccardo è nato nel 1991 a Milano. Si è laureato in Scienze dei Beni Culturali presso l’Università degli Studi di Milano con una tesi sul teatro indiano. Lavora come ufficio stampa, ghostwriter e redattore di articoli per il web. Scrive racconti da quando è bambino. Con la casa editrice Bookabook ha pubblicato il libro Il tempo è il binario di un tram cui è seguito Le vie di mezzo – Esercizi di immobilità. Con Edizioni Effetto ha pubblicato Erotica Liquida (assieme a Simone Sciamè) e Tender, vincitore del Premio della Giuria “Il Giovane Holden”. Nel 2023 ha fondato Topsy Kretts, rivista di racconti contemporanei. È un pazzo.

Instagram: @federicoriccardo

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